venerdì 15 luglio 2011
venerdì 27 maggio 2011
Negata l'aula al Blocco Studentesco, ancora una volta l'Università di Verona fa distinzioni politiche
La richiesta di un'aula per svolgere una conferenza su Berto Barbarani in data 27 maggio, effettuata dalla nostra Consigliera Martina Poli, è stata respinta dal Preside di Lettere Avezzù, sostenendo che quella del 9 aprile (quando il romanzo “Nessun dolore” è stato presentato in 1.3) sia stata un'esperienza negativa, e che quindi ritiene inopportuno che per il resto di questo anno accademico la facoltà conceda spazi alle liste studentesche.
Siamo venuti a sapere che oggi 21 maggio si è tenuta una conferenza in 2.2 promossa da tre collettivi (Filo d'Arianna, Priscilla e Benazir), che non sono certo liste regolarmente elette come il Blocco Studentesco, della quale Avezzù era totalmente all'oscuro. Questo perché la Direzione Economato, che ha già a più riprese dimostrato di non gradire che il nostro movimento svolga la propria attività all'interno dell'ateneo, in barba a qualunque procedura ha deciso di prenotarsi l'aula.
Negli articoli pubblicati in data odierna sui due principali quotidiani cittadini, è palese come Avezzù sia in malafede quando giudica legittimo che una docente utilizzi aule, dato che da regolamento l'unico a cui spettano decisioni riguardo la concessione di queste è proprio il Preside, che nella fattispecie non era nemmeno a conoscenza dell'iniziativa; e lanci contro di noi accuse fasulle secondo cui avremmo fatto subentrare ulteriori associazioni dopo aver ottenuto gli spazi.
E a cosa servirebbe la formulazione di un'apposita normativa sulla quale Avezzù e il Rettore Mazz
Come dichiarato anche dall'assessore Vittorio Di Dio, ancora una volta l'Università di Verona dimostra di favorire una fazione politica, altrimenti incapace di trovare spazio a causa della propria pochezza, a discapito di chi come il Blocco Studentesco ha eletto democraticamente dei propri rappresentanti.
giovedì 28 aprile 2011
SERGIO PRESENTE
Sono anni che ci battiamo per avere l'autorizzazione a fare in Via Ramelli un murales commemorativo dedicato al giovane militante Sergio Ramelli, assassinato negli anni 70. Abbiamo raccolto oltre mille firme, fatto un blitz l'anno scorso (prendendo anche 12 denunce) fatto appelli ai politici locali, ma non si vede all'orizzonte la soluzione. Quest'anno per la prima volta in 29 anni, verra' deposta una corona ufficiale da parte del comune di Verona. E' un buon passo ma non è l'arrivo. Chiediamo ancora che quel muro sporco e grigio venga colorato per mantenere vivo il ricordo di Sergio.
Domani (29 Aprile) parteciperemo alle varie attività in ricordo di Ramelli e distribuiremo questo volantino ai cittadini, politici e militanti. NON E' IMBRATTAMENTO E' RICORDO VIVO!
Domani (29 Aprile) parteciperemo alle varie attività in ricordo di Ramelli e distribuiremo questo volantino ai cittadini, politici e militanti. NON E' IMBRATTAMENTO E' RICORDO VIVO!
lunedì 25 aprile 2011
giovedì 21 aprile 2011
mercoledì 20 aprile 2011
FERMIAMO L'IGNORANZA ANTIFASCISTA
COMUNICATI STAMPABLOCCO STUDENTESCO - ELENA DONAZZAN - VITTORIO DI DIO
VERONA 20 APRILE 2011: “Indottrinamento di massa” con queste parole Alessandro Gandini, portavoce cittadino del Blocco Studentesco, commenta la conferenza tenutasi il 18 Aprile all'ITIS Marconi. Un incontro obbligatorio per tutti i ragazzi di quinta, organizzato da alcuni professori del coordinamento di Lettere, durante la qualeè stata distribuita una dispensa dal titolo – Ora e sempre resistenza - “Numerose sono state le lamentele degli studenti durante la conferenza. Non c'era una controparte e sembrava di essere ad un comizio politico” Continua il Portavoce del movimento che conclude “Ci stiamo facfendo portatori delle ragioni degli studenti dell'istituto Marconi, molti dei quali non
DI SEGUITO I COMUNICATI STAMPA RICEVUTI DALL'UFFICIO DELL'ASSESSORE REGIONALE ELENA DONAZZAN E DALL'UFFICIO DELL'ASSESORE COMUNA VITTORIO DI DIO
ISTRUZIONE. DONAZZAN: “PROFESSORI FACCIANO COMIZI NELLE SEDI DI PARTITO, NON NELLE SCUOLE”
Verona, 20 aprile 2011
UFFICIO ASSESSORE COMUNALE VITTORIO DI DIO:
Non si possono obbligare gli studenti ad assistere ad una lezione a senso unico, distribuendo del materiale di parte. Ciò che è stato fatto al Marconi è folle! Dimostra la faziosità di un metodo sessantottino che ha come obiettivo l’indottrinamento dei ragazzi. Non mi stupisce l’uscita del Presidente del Consiglio quando dichiarava, pochi giorni fa, a proposito dei libri di testo, che nelle Scuole Pubbliche i giovani vengono indottrinati da teorie tipicamente comuniste e da professori di sinistra. Chi sorrideva o si scandalizzava per queste affermazioni ne ha oggi la prova provata: sedicenti professori “democratici” sfruttano il loro ruolo per fare politica militante ai danni della verità! Per capire come sono andate veramente le cose suggerisco di andarsi a leggere anche gli ultimi libri di Giampaolo Pansa, uno scrittore non certo di destra che ha conservato lucidità di giudizio ed onestà intellettuale. Pansa, come molti altri intellettuali che hanno avuto il coraggio di rileggere la storia, dimostra come una cultura di stampo veterocomunista, purtroppo largamente diffusa nella scuola pubblica, tenda a rinfocolare ancor oggi gli odi scaturiti dalla guerra civile anziché lavorare per condurre il Paese ad una vera pacificazione nazionale"
mercoledì 13 aprile 2011
VIA RAMELLI
VERONA - APPROVAZIONE DELLA GIUNTA COMUNALE SULLA DEPOSIZIONE DI UNA CORONA PER SERGIO RAMELLI
www.bloccoverona.splinder.com
sabato 9 aprile 2011
150 PERSONE ALLA PRESENTAZIONE DI NESSUN DOLORE IN UNIVERSITA A VERONA
VERONA, 9 APRILE 2010 – Grande successo per la presentazione, organizzata dal Blocco Studentesco Università, del romanzo “Nessun dolore” tenutasi in mattinata al Polo Zanotto.
“Gli oltre 150 partecipanti odierni attestano che finalmente tutte quelle barriere presenti da decenni all'interno dell'università sono state abbattute” - dichiara Alessandro Gandini, responsabile scaligero del movimento.
“Per l'ennesima volta, chi non ha più nulla da proporre e quindi si sente cedere la terra da sotto i piedi” – prosegue Martina Poli, consigliere di facoltà a Lettere e Filosofia - “ha cercato prima di farci revocare la sala, e poi ha inscenato un triste presidio davanti alla Biblioteca Frinzi; ma c'è stata anche l'ennesima prova di maturità dei nostri ragazzi che non sono cascati nel triste gioco delle parti" e conclude "abbiamo vinto le elezioni e la serietà del nostro lavoro quotidiano sta dando i suoi frutti. Non possiamo permettere che la Cultura rimanga infossata nel loro recinto ideologico." Commenta anche Marcello Ruffo, coordinatore locale di CasaPound e presidente del circolo in Via Poloni 30 "Viviamo tutti i giorni il nostro romanzo e come nel libro presentato oggi CI RIPRENDIAMO TUTTO"
- Gli organizzatori a fine conferenza -
sabato 2 aprile 2011
L'EUROPA MUORE A TRIPOLI - L'ITALIA MUORE A LAMPEDUSA
Striscioni per le strade e cartoline nei mercati a firma CasaPound Italia,'L'Europa muore a Tripoli, l'Italia muore a Lampedusa'
(VERONA - CORSO MILANO)
Da Bolzano a Palermo, piazze, mercati e centri commerciali di oltre cinquanta città italiane questa mattina sono state 'invase' da migliaia di 'cartoline' di Lampedusa: volantini che raffigurano l'isola com'è oggi, non ancora la Portofino di cui parla Berlusconi, ma terra di caos e tomba di tutte le false e ipocrite speranze sulla logica dell''accoglenza'', della ''convivenza'' e del ''pacifismo'' a comando.
''Ti hanno detto che a Lampedusa è tutto a posto. Non è vero - si legge sul volantino - Ti hanno detto che abbiamo bisogno di più immigrati. Non è vero. Ti hanno detto che la guerra in Libia è una guerra giusta. Non è vero. Ti hanno detto che in questa guerra agiamo da protagonisti. Non è vero. Ti hanno detto 'tranquillo: benzina e bollette non andranno alle stelle' . Non è vero. Solo questo è vero:
L'Europa muore a Tripoli, l'Italia muore a Lampedusa. L'Europa muore a Tripoli, e i suoi assassini sono l'ingordigia anglo-francese, il mammut burocratico di Bruxelles, l'eterna sudditanza verso i padroni del vapore, la pavidità che paralizza. L'Italia muore a Lampedusa, e i suoi assassini sono l'inettitudine della destra di governo, il servilismo della sinistra all'opposizione, le speculazioni della Confindustria in cerca di nuovi schiavi, i calcoli del Vaticano in cerca di nuovi fedeli''.
Iscriviti a:
Post (Atom)