Visualizzazione post con etichetta comunicati stampa. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta comunicati stampa. Mostra tutti i post

sabato 25 febbraio 2012

Roma: CasaPound Italia, respinta ennesima istanza scarcerazione. Palladino vicino a 90 giorni di detenzione


Roma, 24 febbraio - E' stata respinta l'ennesima istanza di scarcerazione per Alberto Palladino, il responsabile di CasaPound Italia in IV Municipio detenuto da quasi 90 giorni per un'aggressione avvenuta a Prati Fiscali il 3 novembre dello scorso anno e denunciata dal capogruppo del Pd in IV Municipio Paolo Marchionne. 

''Dopo aver passato un mese di carcere, Palladino si trova da oltre 50 giorni ai domiciliari, con il divieto di parlare con altri, se non con i familiari piu' stretti - sottolinea CasaPound Italia in una nota - Un trattamento che di norma non è riservato nemmeno a chi è accusato dei reati più turpi, che si tratti di un pedofilo, di uno stupratore seriale o di un criminale recidivo, e che risulta particolarmente ingiustificato e sproporzionato per un episodio in cui le vittime hanno avuto prognosi che non vanno oltre i 15 giorni e se si considera che Palladino è uno studente incensurato, perfettamente inserito nella vita sociale, da anni è impegnato nel volontariato e nella vita politica studentesca e universitaria. In questo caso, peraltro, la situazione è resa ancora più paradossale dal fatto che la 'pericolosità' di Palladino non viene desunta da precedenti condanne, visto che non ne ha, ma dal procedimento pendente sugli scontri di Piazza Navona, e questo, a parere del magistrato, sarebbe un elemento sufficiente a impedire al dirigente di CasaPound Italia di lasciare i domiciliari, fosse anche solo per raccogliere l'invito del presidente del IV Municipio Cristiano Bonelli e partecipare a un confronto con il suo accusatore Marchionne''. 


martedì 7 febbraio 2012

Roma: CasaPound Italia, gip rigetta nuova istanza e fa di Palladino un prigioniero politico


Roma, 7 febbraio – ‘’Il gip di Roma Riccardo Amoroso ha  rigettato l’istanza che chiedeva di alleggerire le prescrizioni imposte ad Alberto Palladino, il dirigente di CasaPound Italia in IV Municipio attualmente ai domiciliari dopo essere stato arrestato il 30 novembre scorso in seguito a un’aggressione denunciata da alcuni esponenti del Pd’’. Ne dà notizia CasaPound Italia in una nota, in cui sottolinea: ‘’Palladino di fatto è un prigioniero politico e questa ulteriore, immotivata decisione lo conferma. Negandogli la possibilità di comunicare con chiunque, se non i familiari stretti, impedendogli perfino di scontare i domiciliari nel suo quartiere, a Montesacro, e confinandolo invece fuori città, il gip di fatto impedisce a Palladino di raccogliere il consenso conseguente alla attività politica e di volontariato svolta per anni sul territorio, come pure sarebbe necessario in vista della sua candidatura, già annunciata, alla presidenza del IV Municipio nella lista civica di CasaPound Italia’’.

‘’Riteniamo del tutto fuori misura la decisione presa dal gip – afferma Cpi -, essendo Palladino uno studente universitario incensurato e impegnato nella vita sociale della città e non un pericoloso criminale recidivo. E la riteniamo tanto più fuori misura in quanto arriva dopo che Palladino ha già trascorso quasi 70 giorni di carcerazione preventiva: 70 giorni di detenzione, tra Regina Coeli e i domiciliari, imposti sulla base, non ci stancheremo mai di dirlo, della sola testimonianza del suo principale antagonista politico, e senza che ci fosse nessuna prova materiale del suo coinvolgimento nell’aggressione. Un comportamento che si potrebbe configurare ai limiti della tortura. Da oggi CasaPound Italia scenderà in campo con ancora maggiore determinazione per chiedere l’immediata scarcerazione di Palladino, al quale, fino a prova contraria, questo Stato ha il dovere di garantire il pieno esercizio dei diritti politici’’.

lunedì 6 febbraio 2012

Foibe: CasaPound, in piazza in tutta Italia contro boicottaggi e negazionismo che avanza


‘’Manifestazioni vietate e sindaci che non commemorano tragedia nazionale, lo Stato faccia rispettare la legge’’

Roma, 6 febbraio – Cortei in tutta Italia per ricordare le 30mila vittime delle foibe e una manifestazione virtuale intitolata “10 febbraio: io non scordo” che vedrà venerdì dalle 11 alle 12 centinaia di siti internet, blog e forum, con Tricolore listato a lutto, osservare un’ora di silenzio nel rispetto dei connazionali caduti per mano dei titini. Come ogni anno, CasaPound Italia si mobilita per tenere viva la memoria dei tragici eventi che dall’8 settembre 1943 in poi colpirono la comunità italiana di Istria, Dalmazia e Friuli-Venezia Giulia.

‘’Dopo anni di oblio e di minimizzazioni di un genocidio che costò la vita a decine di migliaia di italiani, impegnarsi per tenere viva la memoria di quei fatti è un dovere – sottolinea Cpi in una nota - Purtroppo, però, a quasi otto anni dalla legge che ha istituito il giorno del ricordo, assistiamo a una nuova ondata di negazionismo strisciante, che trova breccia nell’insipienza, quando non nella vera e propria complicità, delle istituzioni e delle forze dell’ordine. Come a Napoli, dove il sindaco Luigi de Magistris ha deciso che le foibe quest’anno non saranno commemorate perché ‘l’evento non era stato inserito nei programmi dell’Amministrazione comunale’. O come a Ostia, dove, per fare spazio a iniziative pretestuose del Coordinamento Antifascista, il presidente del XIII Municipio, l’alemanniano Giacomo Vizzani, ha concesso per tre giorni consecutivi, il 10, l’11 e il 12 febbraio, piazza Anco Marzio a Prc, Pd e giovani democratici, utilizzando poi proprio la scusa della presenza in piazza dell'estrema sinistra per negare a CasaPound Italia la possibilità di tenere, nel giorno del ricordo, una commemorazione davanti al monumento ai Caduti di tutte le guerre in piazza della stazione Vecchia. Tutto questo mentre l’11 febbraio al Teatro del Lido, struttura occupata da oltre due anni da un non meglio precisato ‘Comitato per la riapertura’, andrà in scena una conferenza negazionista organizzata dal Collettivo l'Officina in collaborazione con il Collettivo Militant’’.

‘’Cortei vietati, spazi non concessi, manifestazioni non autorizzate per sedicenti problemi burocratici o di ordine pubblico, boicottaggi: anche questo è un modo per tradire la memoria degli italiani infoibati – sottolinea Cpi – Tuttavia, uno Stato degno di questo nome ha il dovere di far rispettare una legge, come la 92 del 2004, votata da un parlamento che fino a prova contraria è ancora sovrano, e ci aspettiamo che i tanti che si sono battuti per farla approvare reagiscano ai sempre più evidenti tentativi di ributtare nel dimenticatoio una tragedia su cui il silenzio l’ha fatta da padrone già per oltre sessant’anni. Dal canto suo CasaPound Italia, come ogni anno, sarà in piazza in tutta Italia per dire ‘la verità non può essere infoibata’’’.


domenica 5 febbraio 2012

Cermis: CasaPound Italia ricorda le 20 vittime della strage



Cavalese, 5 febbraio – CasaPound Italia ha voluto ricordare le vittime della strage del Cermis con la deposizione di una corona di alloro presso il monumento dedicato al cimitero nuovo di Cavalese. La mattina del 3 febbraio 1998 venti persone viaggiavano sulla funivia del Cermis e non potevano immaginare che avrebbero perso la vita per la bravata dell’equipaggio di un aereo militare statunitense che, volando a una quota molto più bassa del consentito, tranciò le funi dell’impianto facendo precipitare la cabina. Nell’impatto morirono tutti i passeggeri. Il più giovane aveva appena 14 anni. Il pilota fu condannato a sei mesi di reclusione, per intralcio alla giustizia, mentre fu assolto dall’accusa di omicidio, per cui, per l’assassinio di venti innocenti non scontò un solo giorno di detenzione''. Così Alessandro Marocchi, coordinatore provinciale di CasaPound Italia, ricorda le vittime della strage del Cermis a 14 anni dalla tragedia che si consumò in Val di Fiemme.

''La reazione del Governo Italiano - ricorda Marocchi - fu così pavida e blanda da oltraggiare la memoria delle vittime. Nell’anniversario della tragedia, CasaPound Italia vuole ricordare quelle venti vite spezzate, auspicando che mai più simili gesti possano costare una sola vita umana, e che l’Italia tragga dal suo atteggiamento in quella triste vicenda il giusto insegnamento, per saper essere non più colonia, ma Nazione”.


mercoledì 1 febbraio 2012

CasaPound Valdarno a sostegno di un cittadino italiano in emergenza abitativa


A FIANCO DEI MILITANTI DEL MOVIMENTO ANCHE I MEDICI DEL GRI.ME.S. E LEGALI DEL "DILLO A CASAPOUND"

Come già annunciato con altro comunicato stampa, CasaPound Valdarno si è attivata per aiutare fattivamente un nostro concittadino più sfortunato che sta vivendo una situazione di grave disagio abitativo e di salute.

“Si tratta”, chiarisce in una nota CPI Valdarno, “di un cittadino italiano sessantacinquenne che attualmente ha trovato rifugio in una roulotte, posta dietro lo stadio di Incisa, senza riscaldamento e servizi igienici. Una volta venuti a conoscenza delle condizioni inumane di vita di questa sfortunata persona è stato immediatamente attivato il GR.I.ME.S. (il Gruppo di Intervento di Medicina Sociale di CasaPound) che tramite i propri medici ha visitato l’uomo constatando la presenza di diverse malattie croniche totalmente incompatibili con la sua attuale situazione abitativa”.

“Proprio per questo”, prosegue la nota, “oltre ai medici che hanno preparato un percorso di cura e riabilitazione è stato attivato anche il servizio legale ‘Dillo a CasaPound’, tramite il quale intendiamo garantire che Giovanni Manfredi, attuale intestatario di una casa popolare in Viuzzo delle Case Nuove (Firenze) entri effettivamente in possesso dell'appartamento assegnatogli, attualmente occupato abusivamente. Alcuni mesi fa, infatti, Giovanni è stato allontanato dalla sua abitazione e costretto a vivere in una roulotte. Ci impegneremo di concerto con i Servizi Sociali e gli enti locali perchè il suo diritto di assegnatario venga rispettato.

“I cittadini di Incisa e Figline hanno finora dimostrato un grandissimo cuore nei confronti di questa sfortunata persona." precisa il Responsabile di CasaPound Valdarno, Francesco Benedetti.  "La risposta della cittadinanza alla nostra attività di sensibilizzazione è stata veloce e massicia. Sono stati recapitati abiti e viveri di prima necessità, e facendo seguito al nostro appello, un cittadino incisano ha messo a disposizione un generatore. Tuttavia le rigide temperature annunciate nei prossimi giorni hanno reso necessario il ricovero temporaneo di Manfredi presso l'Albergo Popolare di Firenze. Abbiamo accertato personalmente le operazioni di trasferimento di Giovanni, gestite dall'assessore Tamara Ermini, alla quale rendiamo merito per la professionalità del servizio svolto e per la disponibilità dimostrata nei confronti di Manfredi e di CasaPound."






lunedì 30 gennaio 2012

Roma: CasaPound, liberare Palladino candidato presidente per Cpi in IV Municipio


Roma, 30 gennaio - ''Alberto Palladino sia rimesso subito in libertà''. Così il vicepresidente di CasaPound Italia, Andrea Antonini, che annuncia la candidatura di Palladino a presidente del IV Municipio di Roma per la lista civica di Cpi.

''Palladino è uno studente universitario, un giovane di 23 anni fortemente impegnato in politica, responsabile di CasaPound proprio nel IV Municipio - aggiunge Antonini - Sulla base delle sole dichiarazioni del suo principale antagonista politico, il capogruppo del Pd in IV Municipio Paolo Marchionne, è stato sottoposto a un periodo di carcerazione preventiva di oltre due mesi, tra la detenzione a Regina Coeli e i successivi arresti domiciliari, misura alla quale è attualmente sottoposto, con il divieto di parlare con altri, se non con i familiari più stretti. A questo punto - conclude Antonini - riteniamo che a Palladino debba essere assicurata la possibilità di portare avanti una campagna elettorale a viso aperto e nella piena disponibilità dei suoi diritti, che, fino a un'eventuale condanna, lo Stato ha il dovere di garantire, e per questo ne chiediamo la immediata scarcerazione''.

mercoledì 25 gennaio 2012

Roma: CasaPound Italia, a ottobre prossima udienza della causa intentata da Mary de Rachelwitz


Roma, 24 gennaio - Ci vorrà quasi un anno perché entri nel vivo la causa civile intentata da Mary de Rachelwitz nei confronti di CasaPound Italia e iniziata questa mattina davanti al Tribunale di Roma. Nell’udienza introduttiva e del tutto interlocutoria, fa sapere CasaPound Italia in una nota, l’avvocato Domenico Di Tullio, che assiste Cpi, si è trovato costretto a eccepire la legittimazione ad agire della signora de Rachelwitz, che dovrà ora concretamente dimostrare il suo diritto a rivendicare il nome del poeta statunitense Ezra Pound. La causa è stata rinviata al prossimo ottobre.

‘’Questa mattina – afferma il leader di Cpi Gianluca Iannone - abbiamo lanciato una provocazione: intitolare per 24 ore il nostro movimento al grande genio ‘non conforme’ del Novecento italiano, Carmelo Bene. Lo abbiamo detto: è un omaggio a chi ha fatto della sua vita un’opera d’arte, come Bene, ed è una sfida contro i cultori dell’ortodossia del pensiero e contro tutte le gabbie. Materiali, come quella in cui Ezra Pound venne recluso da vivo, o filosofiche, come quella in cui qualcuno lo vorrebbe rinchiudere da morto, finendo, inconsapevolmente, per tradirne la memoria. Ezra Pound è, come Bene, un genio del ‘900. Appartiene a se stesso e a tutti gli altri, nessuno escluso’’.


martedì 24 gennaio 2012

Roma: da Ezra Pound a Carmelo Bene, CasaPound cambia nome e diventa CasaBene


Iannone, contro la cultura poliziesca e basata sul copyright omaggio al genio non conforme per antonomasia

Roma, 24 gennaio - CasaPound? CasaBene! La “Casa” romana dedicata al grande poeta americano onora il genio 'non conforme' per antonomasia Carmelo Bene, intestandogli per un giorno l'edificio di via Napoleone III e facendo sì che “CasaPound” diventi per 24 ore “CasaBene”. Un omaggio che ha trovato l'adesione della sorella di Bene, Maria Luisa, e che si sostanzia in un 'restyling' completo per Cpi, dalla scritta in marmo che campeggia sull'occupazione romana nel quartiere Esquilino al logo dell'associazione, ma anche in una serie di manifesti dedicati al grande attore italiano, che tacitava i 'grillacci' del malaugurio facendo della sua vita, e della sua scandalosa diversità, un’opera d’arte. Nel pomeriggio, poi, uno speciale su Carmelo Bene con interviste, testimonianze e letture andrà in onda sulla webradio del movimento (www.radiobandieranera.org).

''Ezra Pound e Carmelo Bene sono due giganti eretici del Novecento che la critica ufficiale vuole normalizzare, banalizzare, quando non semplicemente dimenticare - spiega il leader di CasaPound Italia Gianluca Iannone - In un'epoca mediocre in cui gli spazi di libertà si vanno restringendo ogni giorno di più, in cui per l'eresia non sembra esserci più spazio, la nostra è una provocazione culturale contro chi tradisce la memoria dei grandi e cerca di ridurre all'isolamento gli anticonformisti. A cominciare da Carmelo Bene, genio irregolare del Novecento, se mai ve ne fu uno. Proprio in questi giorni, del resto, una causa assurda ed eterodiretta contro la nostra associazione pretenderebbe di toglierci il diritto di richiamarci a Ezra Pound, in nome di una visione della cultura poliziesca e basata sul copyright. Se 'CasaPound' non ha da essere, allora, per un solo giorno proviamo a diventare 'CasaBene', in nome di un genio tradito e dimenticato che aveva sconvolto tutti i canoni della cultura tradizionale, scandalizzato tutti i custodi dell'ortodossia e indispettito i guardiani del bene. Quello con la minuscola. Si tratta di un piccolo omaggio - conclude Iannone -, che vuole semplicemente rendere onore a chi ha fatto dell'essere non conforme una bandiera e che per questo motivo può rappresentare un punto di riferimento per tutti gli uomini liberi, trasversalmente alle appartenenze politiche e culturali''.

in allegato le immagini dei manifesti, del logo e della scritta in marmo

www.casapounditalia.org
www.radiobandieranera.org
info: 3478057510


domenica 22 gennaio 2012

MINACCE A CASAPOUND E AL COORDINATORE SCALIGERO IN UNIVERSITA'


VERONA, 20 GENNAIO 2012 - "Non tolleriamo che i nostri militanti subiscano minacce per il loro impegno politico"  cosi esordisce l’associazione CasaPound Italia in merito alle scritte minatorie contro il responsabile veronese Marcello Ruffo, vergate gli ultimi giorni di Dicembre. "Il 5 Dicembre avevamo denunciato pubblicamente l’assegnazione di un’aula fissa al collettivo “Studiare con lentezza” da parte del Prof. Romagnani, diventata a tutti gli effetti una sede degli anarco-insurrezionalisti per la battaglia NO-TAV. Lo testimoniano le riunioni continue che vengono effettuate e pubblicizzate. Riteniamo  ingiusto che degli studenti ricevano spazi pubblici solo per la loro militanza affine con qualche professore, mentre i nostri eletti negli organi studenteschi non vengono nemmeno ricevuti a colloquio da Presidi e Rettore, per non parlare dei continui divieti di qualsiasi tipo di attività promossa dalla nostra lista Blocco Studentesco."  Nei giorni tra Natale e fine anno sono comparsi nella zona del chiostro San Francesco e della biblioteca Frinzi, cuore della vita universitaria, grandi manifesti neri ciclostilati con un pugno che mandava in frantumi la tartaruga, logo storico di CasaPound. All’entrata della Biblioteca era stata vergata in nero una grande scritta “RUFFO…OCIO!!!” con sotto il logo dell’Anarchia. L’associazione rende noto il grave fatto solo ora perché ha sporto regolare denuncia contro ignoti per ribadire la posizione di non voler cadere in trabocchetti pericolosi da “guerra dei bottoni”  "Noi facciamo Politica. Non abbiamo tempo per farci intimidire o per compiere vendette di sorta, noi dobbiamo pensare a stare al fianco degli Italiani in questo momento difficile per tutto il Paese, attaccato violentemente da un esercito che non ha patria né armi da fuoco e che fa riferimento alle congreghe bancarie e alla finanza internazionale. Le diatribe da “tribù” le lasciamo ai rivoluzionari della domenica che un giorno si fanno assegnare aule dal “potere” e il giorno dopo giocano ai giovani brigatisti rossi."  Ruffo nello specifico commenta così le minacce alla sua persona  "Stiano tutti molto tranquilli che i miei occhi sono sempre aperti, vedono mandanti e manovalanza incosciente. In 4 anni di CasaPound Verona ho subito due attentati esplosivi, danneggiamenti alla mia auto e non sarà certo una scritta spray davanti ai luoghi che frequento abitualmente che mi farà desistere dalla battaglia intrapresa per la Giustizia Sociale" e conclude "gli occhi li aprano i mandanti morali nei partiti, nei sindacati e chi tutt’ora tollera questo clima per quieto vivere personale"


Articolo Corriere del Veneto 22 gennaio

mercoledì 18 gennaio 2012

Roma: CasaPound Italia, ora chi ha avallato minacce Pacifici chieda scusa


Roma, 17 gennaio – ‘’Delle eventuali scuse di Riccardo Pacifici non sappiamo che farcene, perché evidentemente il suo atteggiamento è impregnato di preconcetti ideologici’’. Lo afferma in una nota il vicepresidente di CasaPound Italia, Andrea Antonini, in merito all’individuazione dell’autore del furto delle tre pietre d'inciampo, dedicate alle sorelle Spizzichino, vittime dell'Olocausto, asportate il 12 gennaio scorso in via S.Maria in Monticelli, a Roma.


‘’Alla comunità ebraica romana – aggiunge Antonini - diciamo che le gravissime dichiarazioni del suo presidente, Riccardo Pacifici, hanno delineato un inesistente scenario di attriti con CasaPound Italia. Ci chiediamo il perché di un simile atteggiamento, visto che il nostro è un movimento politico che non ha mai avuto problemi di sorta con la comunità ebraica stessa, né con nessuna altra comunità religiosa, e se possa aver dato fastidio a Pacifici l’annuncio che parteciperemo alle comunali di Roma del 2013’’.


‘’Adesso – conclude Antonini - ci aspettiamo le scuse da parte delle istituzioni e in particolare di tutti coloro che, come il governatore del Lazio Renata Polverini, che ha addirittura paventato un inquietante riaffacciarsi dell'antisemitismo, il sindaco di Roma Gianni Alemanno e il presidente della Provincia Nicola Zingaretti, con il loro silenzio hanno avallato parole che, a detta dello stesso Pacifici, costituiscono delle minacce nei nostri confronti’’.


sabato 24 dicembre 2011

Roma: CasaPound Italia, domiciliari a Palladino ma continueremo a batterci per sua libertà piena


Roma, 23 dicembre – Il gip di Roma ha concesso i domiciliari ad Alberto Palladino, il responsabile di CasaPound Italia nel IV Municipio di Roma, arrestato lo scorso 30 novembre per l’aggressione denunciata dal capogruppo del Pd in IV Municipio Paolo Marchionne.


‘’Dopo aver letto le incredibili motivazioni, evidentemente ideologiche, con le quali il Tribunale del Riesame di Roma aveva respinto la richiesta di scarcerazione per Palladino – afferma il presidente di CasaPound Italia Gianluca Iannone – questa decisione più mite del gip, che pure aveva disposto la misura della custodia cautelare in carcere nei suoi confronti, ci restituisce un minimo di fiducia nella giustizia. Riteniamo comunque ingiusto e fuori misura l’aver lasciato ai domiciliari un ragazzo incensurato di 23 anni per un’accusa che non poggia su nient’altro se non sulle accuse lanciate da un antagonista politico e non suffragate da altre prove e continueremo a batterci perché al responsabile di Cpi sia al più presto restituita la piena libertà’’.


‘’Partire dal presupposto che il reato sia reiterabile perché Cpi è un movimento che fa della violenza un metodo di lotta politica, come ha sostenuto il Riesame e come, in qualche modo, sembra confermare il gip disponendo i domiciliari per Palladino – sostiene Iannone -, è un assurdo giuridico perché non solo non c’è una sentenza né un elemento di diritto che possa avallare questa convinzione, ma non esiste nemmeno un sia pur minimo elemento di fatto che possa giustificarla se non il pregiudizio nei confronti di un movimento che sconta la presunta appartenenza a un mondo ‘ontologicamente’ violento come l’estrema destra’’.

venerdì 16 dicembre 2011

Strage Firenze: CasaPound, mentre comunità senegalese Bari accetta invito a commemorazione Emiliano incita all’odio


Iannone, dal sindaco parole irresponsabili e punibili in base a legge Mancino
 


Roma, 16 dicembre – ‘’Mentre il console e il presidente della comunità senegalese di Bari accoglievano CasaPound Italia riconoscendo il comune dolore per la tragedia di Firenze e consegnando agli esponenti dell’associazione la bandiera del loro paese per il ricordo delle vittime della strage in programma domani alle 11 in piazza San Ferdinando, il sindaco del capoluogo pugliese, Michele Emiliano, continuava la sua campagna d’odio nei confronti del nostro movimento, invitando invano la questura e la IX Circoscrizione a ritirare l’autorizzazione al presidio e all’occupazione di suolo pubblico per la commemorazione a cui la stessa comunità senegalese ha promesso di partecipare, e per la successiva presentazione della onlus di Cpi, Solidarité-Identité’’. Lo afferma in una nota Gianluca Iannone, presidente di CasaPound Italia.


‘’Incitando a un ‘odio per il diverso’ che sarebbe punibile in base alla legge Mancino, lo spregiudicato e  ‘politicamente corrotto’ sindaco di Bari, evidentemente, prova a distogliere l’attenzione dei suoi concittadini dalla sua gestione fallimentare della città. E lo fa senza nessun timore di scatenare guerre razziali o di armare la mano di terroristi e pazzi assassini – prosegue Iannone - E’ nelle parole irresponsabili di Emiliano e degli altri sindaci che continuano a chiedere di revocare a CasaPound sale e autorizzazioni e di escluderla dalla vita politica e sociale del Paese, infatti, che trovano legittimazione gli atti sconsiderati di chi tenta di assaltare le nostre sedi, lancia minacce di morte, invoca l’immunità per chi uccide i fascisti. Come d’altra parte è evidente anche spulciando la bacheca Facebook del sindaco, dove, non di rado, compaiono commenti su questo stile, che Emiliano prudentemente si affretta a far cancellare’’.

CasaPound Italia: Iannone, da 'Repubblica' e 'Manifesto' vergognosa opera di disinformazione


 


Roma, 16 dicembre – ''‘Repubblica’ non si smentisce e dopo l’osceno articolo di ieri sul ‘doppio volto’ di CasaPound persevera nella sua grossolana opera di disinformazione e mistificazione con la pubblicazione del video ‘CasaPound: tra attività e fascismo’. Si tratta in realtà di un video ufficiale di propaganda di CasaPound Italia, in cui sono state tagliate le immagini considerate troppo positive, in particolare quelle riguardanti cultura, sport e solidarietà, e inserite non senza una certa malagrazia immagini che riguardano altri gruppi. Un modo come un altro per alimentare confusione e allontanarsi sempre più dalla verità e dalla capacità di rappresentare le cose, nel bene o nel male, per quello che sono''. Lo afferma in una nota Gianluca Iannone, presidente di CasaPound Italia.


 


''Ma c’è anche chi è riuscito a superare ‘Repubblica’ - aggiunge Iannone - Si tratta di Saverio Ferrari che sul ‘Manifesto’ è arrivato addirittura a inventarsi il testo di una mail che sarebbe stata indirizzata a tutti i responsabili locali di CasaPound Italia per invitarli a tacere sul fatto che Gianluca Casseri fosse un simpatizzante di Cpi. Una circostanza non solo falsa, ma assurda, visto che il comunicato di CasaPound che spiegava i rapporti di Casseri col movimento è precedente all’uscita in agenzia della notizia da altre fonti. A dimostrazione del fatto che CasaPound, al contrario di altri, agisce sempre alla luce del sole’’.

martedì 13 dicembre 2011

FIRENZE: CASAPOUND ITALIA, NEL DNA DI CPI NON E' CONTEMPLATA XENOFOBIA


Roma, 13 dic.  - ''Nel dna di CasaPound Italia la xenofobia non è contemplata, così come non ha luogo di esistere la violenza discriminatoria, tanto che mai a nessuno di noi è stata contestata una qualche aggravante per motivi razziali, etnici o religiosi. Al contrario, abbiamo provveduto negli anni a sporgere querela contro centinaia di articoli di giornale, comunicati di partito e blog ogni qual volta ci hanno accusato di essere razzisti, omofobi, xenofobi o responsabili di atti di discriminazione violenta''. Lo afferma CasaPound Italia in una nota, ''diffidando chiunque dal mettere in relazione la tragedia della follia che ha provocato quattro morti oggi a Firenze con le attività politiche portate avanti dal movimento''.


'Sull'immigrazione - spiega Cpi - abbiamo una posizione precisa, razionale, che non apre il varco a fraintendimenti di sorta né a derive violente. Siamo contrari al fenomeno dell’immigrazione di massa, coltello che taglia da entrambi i lati, che sradica e umilia tanto l’ospite che l’ospitante, ma nello stesso tempo, come è nostro costume, lontani dall'idea di trovare facili capri espiatori, partiamo da un dato di realtà e cerchiamo sempre e comunque il confronto, anche con le comunità di immigrati''.


''D'altra parte - aggiunge Cpi - la stessa sede centrale di CasaPound Italia è in piena 'Chinatown' romana, e questo non ha mai provocato problemi di alcun genere. Anzi, proprio con la comunità cinese della Capitale il 19 dicembre abbiamo in programma un incontro pubblico per confrontarci su come si possa collaborare per rendere maggiormente vivibile il quartiere che ci ospita, l'Esquilino. Questo è lo stile di CasaPound Italia, uno stile che talvolta ci ha anche alienato qualche simpatia nel mondo della destra radicale, ma che rivendichiamo con orgoglio, consapevolezza e nessun rimpianto o nostalgia''

venerdì 9 dicembre 2011

EQUITALIA: CASAPOUND, ATTENTATO GESTO RIPUGNANTE CHE INDEBOLISCE UNA BATTAGLIA SACROSANTA


Roma, 9 dicembre - ''Un gesto vile e miope messo in atto da chi non ha a cuore il vero interesse della Nazione e finisce a fare il gioco del potere che a parole sostiene di voler combattere''. Così il presidente di CasaPound Italia Gianluca Iannone commenta l'attentato contro Equitalia messo a segno oggi a Roma. 


''L'uso delle bombe è un atto che ci ripugna e che non serve a nulla se non a indebolire l'azione positiva di chi invece si batte ogni giorno nelle strade e nelle piazze contro l'usura legalizzata di Equitalia'', afferma Iannone, che esprime solidarietà al direttore generale ferito dal plico esplosivo.


''Per chi davvero vuole cambiare un sistema che non funziona, il modo di agire è un altro - aggiunge il leader di CasaPound - Cpi, attraverso un sito web (www.fermaequitalia.org), azioni simboliche e banchetti in tutta Italia, ha già raccolto centinaia di firme per una legge di iniziativa popolare che limiti lo strapotere della società di riscossione dell’Agenzia delle Entrate e ripristini alcuni principi irrinunciabili di giustizia sociale, impedendo ad Equitalia di iscrivere ipoteche su immobili destinati ad abitazione principale per crediti inferiori al 30% del valore dell'immobile e di pignorare beni strumentali dell’impresa o percentuali di credito superiori al 20% del totale iscritto in bilancio; obbligandola ad applicare il tasso di interesse legale nella rateazioni dei crediti; revocandole la possibilità di condurre indagini finanziarie; diminuendo la percentuale che l’ente guadagna sui piccoli crediti riscossi raddoppiando invece la percentuale sui grandi crediti per incentivarla a perseguire i grandi evasori''.

lunedì 5 dicembre 2011

VERONA: SIT-IN DEL BLOCCO STUDENTESCO CONTRO LE DISCRIMINAZIONI POLITICHE IN UNIVERSITA’ - FOTO E VIDEO





Verona, 5 dicembre 2011 – “Per l’ennesima volta ci siamo scontrati contro un muro di gomma, che ha nuovamente impedito l’organizzazione di un incontro culturale sul poeta veronese Berto Barbarani, benché tutte le richieste siano state stilate secondo la procedura”.
Ad affermarlo è Martina Poli, eletta Consigliere di facoltà a Lettere e filosofia alle votazioni di maggio 2010.

Nel mirino il Preside di Lettere Guido Avezzù, reo di aver prima trattato la vicenda in modo poco chiaro, poi di non aver nemmeno più risposto alle missive inviategli dalla rappresentante di lista; nonché il Rettore Mazzucco e il direttore di dipartimento Romagnani.
“Già a maggio Avezzù non ha approvato questa nostra richiesta – spiega Poli – sostenendo di dover aspettare la pubblicazione di uno specifico regolamento in merito alla concessione di spazi ai gruppi studenteschi per le loro iniziative, del quale non si ha mai avuta alcuna notizia.
Iter burocratici che, come d’abitudine, valgono solo per noi: dalla settimana scorsa un’aula al piano terra è stata letteralmente regalata, per non è dato sapere quali finalità, al collettivo di sinistra ‘Studiare con Lentezza’, mai presentatosi a regolari elezioni ma che gode di enormi privilegi. Collettivo che ad aprile tentò in tutti i modi di far revocare l’aula concessaci per la presentazione del romanzo ‘Nessun dolore’, ed il mese successivo diffuse una petizione atta ad estromettere il Blocco Studentesco dalla politica universitaria”.

“Da quando abbiamo iniziato l’attività in Università – interviene Marcello Ruffo, responsabile veronese di CasaPound Italia – siamo sempre stati sottoposti ad un fuoco incrociato, palesemente atto a negarci la parola.
Con la presa di posizione odierna vogliamo dimostrare che CasaPound non è disposta ad accettare queste ingiustizie ai danni del proprio organo giovanile”.










































































sabato 3 dicembre 2011

ROMA: CASAPOUND ITALIA, CITTA' REAGISCE CON SDEGNO AD ARRESTO PALLADINO, DOMENICA FIACCOLATA AL GIANICOLO


Roma, 2 dicembre – ‘’Roma non può che reagire con sdegno a un atto vigliacco come le manifestazioni di giubilo per l’arresto di un ragazzo di 23 anni, in carcere sulla base delle sole affermazioni di alcuni dei suoi antagonisti politici’’. Lo afferma il presidente di CasaPound Italia Gianluca Iannone, che, riguardo al caso di Alberto Palladino, il responsabile di zona di Cpi in IV Municipio arrestato due giorni fa, ricorda come ‘’tra le cinque vittime dell’aggressione denunciata dal capogruppo del Pd in IV Municipio Paolo Marchionne, solo tre hanno detto di aver riconosciuto Palladino’’.


"’Quello che stiamo vedendo in questi giorni – aggiunge Iannone facendo riferimento alle scritte comparse a Talenti – è che Roma si ribella alla gogna mediatica orchestrata dal Pd e dai centri sociali, che da mesi infangano il nome di CasaPound e di Alberto Palladino e che ora gioiscono nel vederlo in carcere chiedendo l’estromissione dalla vita politica di Cpi. Proprio per questo, per protestare contro l’ingiustizia di un arresto assurdo e l’ipocrisia di chi, come Marchionne e i suoi compagni, dimenticando di essersi distinto fino a pochi mesi fa per il sostegno diretto e la partecipazione fisica a manifestazioni non autorizzate contro CasaPound spesso degenerate in guerriglia urbana, ora è pronto a invocare a gran voce le manette, CasaPound organizza una fiaccolata domenica alle 18 al Gianicolo e invita a partecipare tutti i sostenitori della giustizia, della verità e della libertà’’.


‘’Non ce ne sono pochi – conclude Iannone – se già oggi alcuni parlamentari di diverse forze politiche hanno presentato un’interrogazione per chiedere conto delle modalità e della congruità dell’arresto di Palladino’’.

venerdì 2 dicembre 2011

ROMA: CASAPOUND ITALIA, CONTRO PALLADINO ARRESTO PUNITIVO E ACCUSE SENZA RISCONTRI

Iannone, le 'mazze ferrate' non sono state trovate dai carabinieri sul posto ma consegnate il giorno dopo dagli esponenti del Pd


Roma, 1 dicembre - ''L'intento vergognosamente 'pedagogico', per non dire punitivo, dell'assurdo arresto disposto per Alberto Palladino risulta evidente dalla circostanza che l'interrogatorio di garanzia è stato fissato per lunedì, limite massimo consentito dalla legge''. Lo afferma in una nota Gianluca Iannone, presidente di CasaPound Italia.


 


''Un arresto - sottolinea Iannone - disposto solo ed esclusivamente sulla base delle dichiarazioni di tre degli aggrediti, parole che non hanno trovato alcun riscontro in indizi ulteriori. Lo dimostra il fatto che le 'mazze ferrate' che secondo gli investigatori sarebbero state usate da Palladino, non sono state trovate dai carabinieri, che pure sono intervenuti sul luogo dell'aggressione, ma sono state loro consegnate il giorno dopo dall'accusatore di 'Zippo', Paolo Marchionne, insieme a un rotolo di manifesti di CasaPound che a suo dire dimostrerebbe la presenza di militanti dell'associazione sul posto. Tra l'altro, nonostante l'accusa sia di lesioni aggravate dall'uso delle armi, dal verbale con la 


deposizione di Marchionne si desume chiaramente che l'esponente del Pd non ha affatto affermato che avesse un'arma in mano. Inoltre i tre che hanno riconosciuto Palladino, unico a volto scoperto tra gli aggressori secondo quanto da loro affermato, lo hanno fatto sulla base di un fascicolo fotografico sul quale erano presenti solo esponenti del Blocco studentesco e nessuno che avesse una somiglianza con Palladino, come invece è prassi. E' da notare, ancora, che i 'gravi indizi' provengono tutti dalle parti offese, antagonisti politici di CasaPound che più volte si sono resi protagonisti direttamente o a mezzo della loro 'manovalanza' di strada di atti ostili al movimento e allo stesso Palladino, che, ricordiamo ancora una volta, è stato bersaglio di un atto terroristico solo pochi mesi fa, quando una bomba carta venne fatta esplodere contro il portone del palazzo in cui vive la sua famiglia. Atto terroristico di cui erano palesi la matrice e il senso, vista la scritta intimidatoria lasciata sotto lo stabile: 'Tana per Zippo'''.


 


Soprattutto, continua Iannone, ''fa specie la sproporzione della custodia cautelare in carcere per un episodio in cui le vittime hanno avuto prognosi che non vanno oltre i 15 giorni. Una misura che peraltro non è spiegabile né tenendo conto dei precedenti di vita di Palladino, né della sua personalità: stiamo parlando di uno studente giovane, perfettamente inserito nella vita sociale, con una famiglia alle spalle, di un ragazzo che da anni è impegnato nel volontariato e nella vita politica studentesca e universitaria. Quanto all'asserito pericolo di fuga, sono chiare le parole di Franco Nerozzi, il presidente della Onlus Popoli con la quale Palladino era in missione umanitaria in Birmania: 'Alberto Palladino è stato arrestato al rientro dalla Thailandia, dove aveva appena terminato una missione umanitaria con la Comunità Solidarista Popoli, di cui è volontario da molti anni. Zippo ha lavorato duro per aiutare gente che lotta per la sopravvivenza. La sua partecipazione alla missione era stata programmata da lungo tempo, ma queste sono considerazioni inutili di fronte alla recita di un copione scritto da tristi figuri e interpretato da squallide comparse''.

mercoledì 30 novembre 2011

ROMA: CASAPOUND ITALIA, GRAVISSIMO E DEL TUTTO INGIUSTIFICATO ARRESTO PALLADINO


Roma, 30 novembre -  ''Riteniamo gravissimo e del tutto ingiustificato l'arresto di Alberto Palladino per l'aggressione del 3 novembre scorso a Prati Fiscali, arresto avvenuto sulla base di un unico indizio a suo carico: le dichiarazioni di Paolo Marchionne, che ha detto di averlo riconosciuto tra gli aggressori. D'altra parte Marchionne, capogruppo del Pd in IV Municipio, effettivamente lo conosce bene: Palladino è il responsabile di CasaPound Italia in IV Municipio, è l'animatore dell'occupazione di Val d'Ala, contro la quale Pd e centri sociali hanno organizzato cortei non autorizzati e alimentato la 'rivolta' in strada, ed è stato l'obiettivo principale di una strategia diffamatoria finalizzata a estromettere Cpi dalla vita politica del quartiere. Strategia che talvolta è sfociata in episodi violenti, quando non in vere e proprie intimidazioni, come nel caso dell'attentato incendiario messo a segno alcuni mesi fa proprio sotto casa di Palladino’’. Lo afferma il presidente di CasaPound Italia Gianluca Iannone.


 


''D'altra parte - sottolinea Iannone - nel caso di specie, non solo sono assenti i gravi indizi di colpevolezza, ma non sono riscontrabili nemmeno le esigenze cautelari che possono giustificare un arresto: Palladino è partito per la Thailandia non certo per sottrarsi alla giustizia, visto che all'epoca non risultava nemmeno indagato, ma per partecipare a una missione umanitaria, programmata da tempo sia nella data di partenza che in quella di rientro, nell'ambito di un progetto di solidarietà a cui partecipa da anni. Né, rispetto all'episodio in questione, potrebbe in qualche modo inquinare le prove. Quanto al pericolo di reiterazione del reato, è un rischio inesistente. Palladino è un giovane incensurato, impegnato da anni in politica e in attività di volontariato''.


 


''Apprendiamo con stupore infine - conclude Iannone - che in uno Stato di diritto come il nostro sono le forze di polizia e non la magistratura a decidere dell'innocenza o della colpevolezza di chi non è nemmeno un imputato, ma ancora un indagato: fa specie leggere infatti sulla nota dei Carabinieri che siano stati acquisiti 'elementi di certezza della partecipazione di Palladino all'aggressione'''.
 

martedì 29 novembre 2011

BARI: CASAPOUND ITALIA, EMILIANO ISTIGA ALLA VIOLENZA ANTIFASCISTA


Quarta, dopo le parole del sindaco saracinesca devastata e tentata aggressione a responsabile provinciale


 


Bari, 29 novembre – ‘’Emiliano istiga alla violenza antifascista. A poche ore dalle sue dichiarazioni contro CasaPound Italia, infatti, un corteo autorizzato che inneggiava  all’odio contro Cpi, ha danneggiato la saracinesca della vecchia sede dell’associazione, tentando anche un’aggressione, fortunatamente non riuscita, ai danni del responsabile provinciale di Cpi Bari, Giuseppe Alberga’’. Lo afferma in una nota il coordinatore regionale di CasaPound Italia in Puglia, Giulio Quarta, denunciando il ‘’grave clima di tensione creato dal sindaco nella città di Bari’’ e riservandosi ‘’di adire azioni legali nei confronti del primo cittadino’’.


 


‘’Trasformare una commemorazione in un comizio, anteporre l’interesse politico al ricordo della vittima, fomentare l’odio ignorando le possibili conseguenze, ieri prevedeva questo l’agenda di Michele Emiliano, sindaco di Bari – spiega Quarta nella nota - Insieme a De Magistris, collega prima in magistratura e poi in politica, Emiliano si candida a essere la spalla istituzionale dell’antifascismo più bieco e violento e i fatti avvenuti ieri rappresentano un segnale d’allarme che non può essere ignorato. Il lunedì caldo del sindaco inizia nell’aula consiliare del Comune, dove dovrebbe tenere un discorso in memoria di Benedetto Petrone, militante comunista ucciso a 18 anni il 28 novembre di 34 anni fa. Emiliano invece specula sulla vicenda per paragonare il clima degli anni ’70 a quello dei giorni nostri e si lancia in un lungo monologo contro CasaPound Italia, le sue attività e gli scopi perseguiti. Parla di ‘cattivi maestri che reclutano i militanti tra le fila degli ultras, o tra la gente che vive ai margini della società, al confine con la criminalità’, poi conclude con un inequivocabile ‘noi dobbiamo essere militanti antifascisti’.


 


Le dichiarazioni del sindaco sono benzina sul fuoco e gli effetti si vedono poche ore dopo: un corteo di militanti antifascisti si snoda in serata per le vie del centro. Inneggiano ai fascisti morti, alle foibe, all’odio contro CasaPound.  Al termine della manifestazione un gruppo di partecipanti raggiungono la vecchia sede dell’associazione culturale ArditaMente e devastano la saracinesca e i faretti esterni. Poi, non soddisfatti, si recano nei pressi dell’abitazione del responsabile provinciale di Cpi Bari, Giuseppe Alberga, e attendono il suo ritorno, incappucciati e armati di bastoni e aste di ferro: un vero e proprio agguato che solo grazie a circostanze fortuite non ha avuto conseguenze tragiche’’. 


 


Alberga, però, non si lascia intimidire dal tentativo di aggressione subito e risponde alle accuse del sindaco:  “Il discorso tenuto ieri mattina da Emiliano è volutamente incentrato sulla nostra attività, è un tentativo subdolo di infangare l’operato svolto da CasaPound in città, confondendo la solidarietà verso le fasce più deboli con il reclutamento di criminali ed emarginati. Il sindaco parla di connubio con l’ambiente delle curve, rispolverando stereotipi tipici degli anni ’90, criminalizzando chi vive con entusiasmo le proprie passioni. Probabilmente dimentica, o fa finta di dimenticare, che proprio nelle curve ha cercato sostegno in occasione delle elezioni amministrative, arrivando a candidare noti esponenti del tifo nelle liste civiche che lo sostenevano’’.