Visualizzazione post con etichetta politica locale. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta politica locale. Mostra tutti i post
domenica 19 febbraio 2012
venerdì 17 febbraio 2012
20 febbraio, Blocco Studentesco in piazza a Verona contro il governo dei baroni
Il 20 febbraio il ministro dell'Istruzione, Francesco Profumo, sarà ospite dell'università di Verona per l'inaugurazione dell'anno accademico. Il Blocco Studentesco scenderà in piazza per ribadire la propria opposizione ad un governo nominato dall'alto e non votato da nessuno, voluto da poteri forti e speculazione finanziaria, che sta operando una vera e propria svendita dell'Italia. Saremo presenti per ribadire il nostro no ad una università "esclusiva" basata sul modello anglosassone.
Per affermare l'urgenza e la necessità del ritorno ad uno Stato sociale e della sovranità nazionale. Per un'università che non sia un privilegio per pochi, ma pubblica, di qualità e accessibile a tutti. Lunedì 20 febbraio ore 8 - Corteo partenza da p.zza Pradaval. Scendi in piazza con il Blocco Studentesco!
Per affermare l'urgenza e la necessità del ritorno ad uno Stato sociale e della sovranità nazionale. Per un'università che non sia un privilegio per pochi, ma pubblica, di qualità e accessibile a tutti. Lunedì 20 febbraio ore 8 - Corteo partenza da p.zza Pradaval. Scendi in piazza con il Blocco Studentesco!
sabato 11 febbraio 2012
FOIBE 2012, NON ABBIAMO MAI SCORDATO
giovedì 2 febbraio 2012
Foibe: IO NON SCORDO - Quinta edizione
CasaPound Italia e Radio Bandiera Nera, in collaborazione conNovopress e No Reporter, organizzano la quinta edizione della manifestazione virtuale in memoria dei Martiri delle Foibe intitolata
“10 FEBBRAIO: IO NON SCORDO”.
Prosegue la nostra opera di sensibilizzazione nei confronti di un argomento scottante: venerdì 10 febbraio 2012 alle ore 11 centinaia di siti internet, blog e forum corredati dell’immagine allegata, con Tricolore listato a lutto, osserveranno un’ora di silenzio nel rispetto dei connazionali caduti per mano degli assassini titini.
Negli ultimi anni molto è cambiato perché nulla cambi. La verità storica, che ha mosso i suoi primi timidi passi, continua ad essere negata da una fazione ideologica che trova significative sponde anche in ampi segmenti istituzionali e della cosiddetta “vita culturale”, insabbiata con troppa disinvoltura mediante la censura storica o la minimizzazione dei tragici eventi che dall’8 settembre 1943 in poi colpirono la comunità italiana di Istria, Dalmazia e Friuli-Venezia Giulia.
In un’Italia ammorbata da scandali e moralismo, in cui si impone come accettabile solo una rilettura “morbida” di una delle più grandi tragedie vissute dal nostro popolo; in una terra ai limiti del collasso, in cui nonostante i continui assalti perpetrati alla sovranità da governi tecnici e organismi sovranazionali forze fresche hanno deciso di alzare la testa, non dimenticare è un atto rivoluzionario che intende contribuire a riscattare la memoria tradita delle migliaia di Italiani infoibati dalla furia slavo-comunista.
È scandaloso che a più di mezzo secolo dalla fine della Seconda Guerra Mondiale ricercare e affermare la verità storica sia da più parti considerato alla stregua di un reato d’opinione. È aberrante che i più giovani ignorino, per deficit didattico e talora ostruzionismo di una classe docente ideologizzata, la portata devastante della pulizia etnica perpetrata ai danni della popolazione italiana del Nord-Est, con rastrellamenti, deportazioni, torture e esodi di massa.
Manifesta il tuo dissenso: appuntamento in rete venerdì 10 febbraio alle ore 11 per ricordare agli Italiani che la verità non può essere infoibata e che “in un mondo di menzogne, dire la verità è un atto rivoluzionario.”
E' richiesto il massimo grado di partecipazione, unitamente alla consapevolezza di essere parte di un organismo vivente chiamato Nazione.
CasaPound Italia [ http://www.casapounditalia.org/ ]
Radio Bandiera Nera [ http://www.radiobandieranera.org/ ]
Novopress Italia [ http://it.novopress.info/ ]
No Reporter [ http://www.noreporter.org/ ]giovedì 26 gennaio 2012
martedì 24 gennaio 2012
Minacce a CasaPound Ora indaga la Digos
INTIMIDAZIONI. «Ruffo...Ocio!» scritto sui muri dell'Università: «Gli occhi li aprano i mandanti politici», dice lo studente, vittima di due attentati in 4 anni

Alessandra Vaccari
Si comincia con le schermaglie, con i volantini e le scritte, poi qualche testa calda alza i toni, si tirano pugni e qualcuno alla fine finisce pure che si fa male. Era cominciata tempo fa, con un volantino di un pugno che mandava in frantumi la tartaruga, logo storico di CasaPound. All'entrata della biblioteca dell'università qualche settimana fa è stata vergata in nero una grande scritta “Ruffo
Ocio!!!” con sotto il logo dell'anarchia. Il riferimento a Marcello Ruffo, responsabile veronese di CasaPound molto chiaro.
I ragazzi di CasaPound rendono noto il grave fatto solo ora perché hanno sporto regolare denuncia contro ignoti per ribadire la posizione di non voler cadere in trabocchetti pericolosi da “guerra dei bottoni” .
«Noi facciamo politica. Non abbiamo tempo per farci intimidire o per compiere vendette di sorta, noi dobbiamo pensare a stare al fianco degli italiani in questo momento difficile per tutto il Paese, attaccato violentemente da un esercito che non ha patria né armi da fuoco e che fa riferimento alle congreghe bancarie e alla finanza internazionale. Le diatribe da “tribù” le lasciamo ai rivoluzionari della domenica che un giorno si fanno assegnare aule dal “potere” e il giorno dopo giocano ai giovani brigatisti rossi».
Ruffo nello specifico commenta così le minacce alla sua persona: «Stiano tutti molto tranquilli che i miei occhi sono sempre aperti, vedono mandanti e manovalanza incosciente. In quattro anni di CasaPound Verona ho subito due attentati esplosivi, danneggiamenti alla mia auto e non sarà certo una scritta spray davanti ai luoghi che frequento abitualmente che mi farà desistere dalla battaglia intrapresa per la giustizia sociale». E conclude: «Gli occhi li aprano i mandanti morali nei partiti, nei sindacati e chi tuttora tollera questo clima per quieto vivere personale». Sulle scritte indaga la Digos. Sono state fotografate e catalogate. Così come sono ancora aperte le indagini sugli attentati che ha subito la sede di CasaPound in galleria Marconi. In più occasioni durante la notte sono state posizionate bombe carta davanti agli ingressi. In un'occasione all'interno c'erano ancora dei ragazzi che hanno rischiato di bruciare o di essere colpiti dalle schegge delle vetrate.
I ragazzi di CasaPound rendono noto il grave fatto solo ora perché hanno sporto regolare denuncia contro ignoti per ribadire la posizione di non voler cadere in trabocchetti pericolosi da “guerra dei bottoni” .
«Noi facciamo politica. Non abbiamo tempo per farci intimidire o per compiere vendette di sorta, noi dobbiamo pensare a stare al fianco degli italiani in questo momento difficile per tutto il Paese, attaccato violentemente da un esercito che non ha patria né armi da fuoco e che fa riferimento alle congreghe bancarie e alla finanza internazionale. Le diatribe da “tribù” le lasciamo ai rivoluzionari della domenica che un giorno si fanno assegnare aule dal “potere” e il giorno dopo giocano ai giovani brigatisti rossi».
Ruffo nello specifico commenta così le minacce alla sua persona: «Stiano tutti molto tranquilli che i miei occhi sono sempre aperti, vedono mandanti e manovalanza incosciente. In quattro anni di CasaPound Verona ho subito due attentati esplosivi, danneggiamenti alla mia auto e non sarà certo una scritta spray davanti ai luoghi che frequento abitualmente che mi farà desistere dalla battaglia intrapresa per la giustizia sociale». E conclude: «Gli occhi li aprano i mandanti morali nei partiti, nei sindacati e chi tuttora tollera questo clima per quieto vivere personale». Sulle scritte indaga la Digos. Sono state fotografate e catalogate. Così come sono ancora aperte le indagini sugli attentati che ha subito la sede di CasaPound in galleria Marconi. In più occasioni durante la notte sono state posizionate bombe carta davanti agli ingressi. In un'occasione all'interno c'erano ancora dei ragazzi che hanno rischiato di bruciare o di essere colpiti dalle schegge delle vetrate.
domenica 22 gennaio 2012
MINACCE A CASAPOUND E AL COORDINATORE SCALIGERO IN UNIVERSITA'
VERONA, 20 GENNAIO 2012 - "Non tolleriamo che i nostri militanti subiscano minacce per il loro impegno politico" cosi esordisce l’associazione CasaPound Italia in merito alle scritte minatorie contro il responsabile veronese Marcello Ruffo, vergate gli ultimi giorni di Dicembre. "Il 5 Dicembre avevamo denunciato pubblicamente l’assegnazione di un’aula fissa al collettivo “Studiare con lentezza” da parte del Prof. Romagnani, diventata a tutti gli effetti una sede degli anarco-insurrezionalisti per la battaglia NO-TAV. Lo testimoniano le riunioni continue che vengono effettuate e pubblicizzate. Riteniamo ingiusto che degli studenti ricevano spazi pubblici solo per la loro militanza affine con qualche professore, mentre i nostri eletti negli organi studenteschi non vengono nemmeno ricevuti a colloquio da Presidi e Rettore, per non parlare dei continui divieti di qualsiasi tipo di attività promossa dalla nostra lista Blocco Studentesco." Nei giorni tra Natale e fine anno sono comparsi nella zona del chiostro San Francesco e della biblioteca Frinzi, cuore della vita universitaria, grandi manifesti neri ciclostilati con un pugno che mandava in frantumi la tartaruga, logo storico di CasaPound. All’entrata della Biblioteca era stata vergata in nero una grande scritta “RUFFO…OCIO!!!” con sotto il logo dell’Anarchia. L’associazione rende noto il grave fatto solo ora perché ha sporto regolare denuncia contro ignoti per ribadire la posizione di non voler cadere in trabocchetti pericolosi da “guerra dei bottoni” "Noi facciamo Politica. Non abbiamo tempo per farci intimidire o per compiere vendette di sorta, noi dobbiamo pensare a stare al fianco degli Italiani in questo momento difficile per tutto il Paese, attaccato violentemente da un esercito che non ha patria né armi da fuoco e che fa riferimento alle congreghe bancarie e alla finanza internazionale. Le diatribe da “tribù” le lasciamo ai rivoluzionari della domenica che un giorno si fanno assegnare aule dal “potere” e il giorno dopo giocano ai giovani brigatisti rossi." Ruffo nello specifico commenta così le minacce alla sua persona "Stiano tutti molto tranquilli che i miei occhi sono sempre aperti, vedono mandanti e manovalanza incosciente. In 4 anni di CasaPound Verona ho subito due attentati esplosivi, danneggiamenti alla mia auto e non sarà certo una scritta spray davanti ai luoghi che frequento abitualmente che mi farà desistere dalla battaglia intrapresa per la Giustizia Sociale" e conclude "gli occhi li aprano i mandanti morali nei partiti, nei sindacati e chi tutt’ora tollera questo clima per quieto vivere personale"
Articolo Corriere del Veneto 22 gennaio
martedì 17 gennaio 2012
L'Arena Lun 16 Gen 2012 - "POPOLI" al Marconi. L´operato della onlus veronese spiegato a centinaia di studenti.
Due volontari per raccontare la storia dei Karen

Così tanto l´interesse che s´è dovuti andare avanti tre mattine, suddividendo le classi per età. Conferma che se ai ragazzi vengono spiegate le cose per quello che sono, la loro attenzione resta alta. Da giovedì a sabato gli studenti dell'istituto Marconi, (su indicazione dei tre eletti come rappresentanti di istituto di Blocco Studentesco) si sono succeduti nel teatro delle suore Gressner per ascoltare e vedere racconti dei volontari della onlus Popoli che dal 2001 si occupa di portare farmaci e medici in Birmania, attraversando il confine in maniera clandestina, per aiutare il popolo Karen, etnia perseguitata dal regime militare di Rangoon. «0% droga, 100% identità», è stato il titolo delle conferenze che hanno tenuto due volontari di Popoli, che più volte sono stati nella giungla birmana a portare il loro aiuto a una popolazione che da oltre sessant´anni lotta per affermare la propria identità e indipendenza e che lotta contro i produttori di mentanfetamine di cui la Birmania è grande produttrice. Droga che poi finisce sui mercati occidentali.
Le tre giornate sono state suddivise tra la proiezione del film a tema “John Rambo” (uscito e boicottato nelle sale nel 2008), a cui è seguito un dibattito che ha visto come ospiti i responsabili ed alcuni giovanissimi volontari della Comunità Solidarista Popoli, onlus con sede a Verona, da più di dieci anni impegnata in quelle terre, con l´apporto di aiuti umanitari e consulenze mediche.
Sono state proiettate anche le immagini che testimoniano l´impegno della onlus in Birmania.
domenica 18 dicembre 2011
Corriere del Veneto (Verona) 17 dicembre - Senegalesi in corteo e CasaPound telefona: «Vi siamo vicini»
VERONA — Qualcuno, una telefonata del genere, non se la sarebbe aspettata.
Eppure ieri non solo si sono parlati ma hanno anche gettato le basi per un confronto pubblico. Da una parte il coordinatore di CasaPound Verona, Marcello Ruffo. Dall’altra Moustapha Wagne, rappresentante del Coordinamento Migranti che oggi con la comunità senegalese manifesterà in ricordo di Samb Modou e Diop Mor, uccisi a Firenze.
«Non verremo in piazza per evitare contestazioni con le frange dell’estrema sinistra - ha scritto poi Ruffo a Wagne - Vi siamo vicini in questo momento tragico e confermiamo la disponibilità a qualsiasi tipo d’incontro, perchè la xenofobia non è nel nostro dna. Sull’immigrazione abbiamo una posizione precisa... siamo contrari all’immigrazione di massa ma siamo lontani dall’idea di trovare facili capri espiatori...».
Wagne ha confermato la disponibilità a un incontro pubblico in cui «CasaPound chiarisca e dimostri di non aver nulla a che fare con qualsiasi tipo di razzismo».
domenica 11 dicembre 2011
venerdì 9 dicembre 2011
giovedì 8 dicembre 2011
"FIRMA LA LEGGE, FERMA EQUITALIA" - SABATO 10 DICEMBRE BANCHETTO A VERONA
In piazzale Olimpia (davanti lo stadio) dalle 10 alle 15

Quotidiano "L'Arena" 07/12/2011 - UNIVERSITÀ. Protesta nei confronti di Avezzù «Ci nega le aule»
Blocco studentesco contro il preside «Era solo un omaggio al poeta Barbarani».
Di Dio sta con loro
Il Blocco studendesco è sul piede di guerra e protesta contro la «mancanza di libertà di espressione all'università».
È successo l'altro giorno nel cortile di fronte alla mensa dell'ateneo dove i ragazzi del Blocco, gruppo di destra e vicino a Casapound, ha promosso un sit-in per manifestare dissenso per le mancate risposte da parte del preside di Lettere e filosofia, Guido Avezzù, alla richiesta di utilizzo di una sala per un incontro di poesia.
Non una serata di stampo politico, che avrebbe potuto scatenare tensioni in università, ma un omaggio al poeta vernacolare Berto Barbarani. «Per l'ennesima volta ci siamo scontrati contro un muro di gomma, che ha impedito l'organizzazione di un incontro culturale, benché tutte le richieste siano state stilate secondo la procedura», spiega Martina Poli, consigliere di facoltà a Lettere che mostra le lettere inviate al preside, al rettore e al direttore del dipartimento che illustravano nel dettaglio il programma dell'incontro.
«Già a maggio Avezzù non ha approvato la nostra richiesta», spiega Poli, «sostenendo di dover aspettare la pubblicazione di un regolamento per la concessione di spazi ai gruppi studenteschi, del quale non si è mai avuta notizia. A quanto pare gli iter burocratici valgono solo per noi». La studentessa sostiene infatti che un'aula del piano terra sarebbe stata assegnata «al collettivo di sinistra Studiare con Lentezza, mai presentatosi a regolari elezioni ma che gode di enormi privilegi».
«Da quando abbiamo iniziato l'attività in Università», conclude Marcello Ruffo, studente del Blocco e responsabile di Casapound Verona, «siamo sempre stati sottoposti a un fuoco incrociato nel tentativo di negarci la parola. Chiediamo quindi che le istituzioni locali facciano luce su quanto sta accadendo all'università».
A rispondere all'appello è l'assessore alle Pari opportunità Vittorio Di Dio, che attacca il preside Avezzù anche sui social network definendolo un «professore politicizzato che non fa il bene dell'ateneo». Di Dio appoggia la protesta del Blocco studentesco e dice: «Avezzù sta diventando l'emblema della disparità di opportunità all'interno della facoltà».
G.COZ.

martedì 6 dicembre 2011
BLOCCO STUDENTESCO UNIVERSITA': LETTERA APERTA RIGUARDO QUANTO ACCADUTO OGGI DURANTE UNA LEZIONE
Salve,
sono Martina Poli, rappresentante del Blocco Studentesco eletta nel consiglio di facoltà di lettere e filosofia. Questa mattina (durante l'orario di lezione!) i ragazzi dei collettivi Studiare con lentezza e Pagina 13, ospitati dal prof. Bernini per l'introduzione all'incontro "Occupy wall street", all'insegna dello slogan "Nessuna agibilità democratica ai fascisti" hanno intrattenuto gli studenti con le loro lamentele contro la recente azione del Blocco Studentesco, imponendo da una cattedra universitaria la loro personale e faziosa posizione politica.
Invito il Preside di Facoltà Guido Avezzù, il Magnifico Rettore Alessandro Mazzucco e tutti i docenti e ricercatori, a prendere ufficialmente e decisamente le distanze da una simile prevaricazione della libertà di tutti gli studenti e da un tale indottrinamento contrario al più basilare senso di giustizia ed equità.
Ringrazio per l'attenzione e porgo distinti saluti.
Martina Poli
lunedì 5 dicembre 2011
VERONA: SIT-IN DEL BLOCCO STUDENTESCO CONTRO LE DISCRIMINAZIONI POLITICHE IN UNIVERSITA’ - FOTO E VIDEO
Verona, 5 dicembre 2011 – “Per l’ennesima volta ci siamo scontrati contro un muro di gomma, che ha nuovamente impedito l’organizzazione di un incontro culturale sul poeta veronese Berto Barbarani, benché tutte le richieste siano state stilate secondo la procedura”.
Ad affermarlo è Martina Poli, eletta Consigliere di facoltà a Lettere e filosofia alle votazioni di maggio 2010.
Nel mirino il Preside di Lettere Guido Avezzù, reo di aver prima trattato la vicenda in modo poco chiaro, poi di non aver nemmeno più risposto alle missive inviategli dalla rappresentante di lista; nonché il Rettore Mazzucco e il direttore di dipartimento Romagnani.
“Già a maggio Avezzù non ha approvato questa nostra richiesta – spiega Poli – sostenendo di dover aspettare la pubblicazione di uno specifico regolamento in merito alla concessione di spazi ai gruppi studenteschi per le loro iniziative, del quale non si ha mai avuta alcuna notizia.
Iter burocratici che, come d’abitudine, valgono solo per noi: dalla settimana scorsa un’aula al piano terra è stata letteralmente regalata, per non è dato sapere quali finalità, al collettivo di sinistra ‘Studiare con Lentezza’, mai presentatosi a regolari elezioni ma che gode di enormi privilegi. Collettivo che ad aprile tentò in tutti i modi di far revocare l’aula concessaci per la presentazione del romanzo ‘Nessun dolore’, ed il mese successivo diffuse una petizione atta ad estromettere il Blocco Studentesco dalla politica universitaria”.
“Da quando abbiamo iniziato l’attività in Università – interviene Marcello Ruffo, responsabile veronese di CasaPound Italia – siamo sempre stati sottoposti ad un fuoco incrociato, palesemente atto a negarci la parola.
Con la presa di posizione odierna vogliamo dimostrare che CasaPound non è disposta ad accettare queste ingiustizie ai danni del proprio organo giovanile”.



lunedì 14 novembre 2011
venerdì 21 ottobre 2011
"L'ARENA" 21/10/2011 - CASAPOUND RICORDA UNA STRAGE DONANDO IL SANGUE
A BORGO TRENTO. Iniziativa nazionale
CasaPound ricorda una strage donando il sangue
Una dozzina gli universitari recatisi al centro trasfusionale
«Io ho quel che ho donato». Con questo slogan CasaPound Italia ieri mattina ha promosso, nell'anniversario della strage di Gorla, una raccolta di sangue in 25 piazze italiane. Da Aosta a Palermo, da Bolzano a Sassari, i militanti di Cpi, in collaborazione con altre associazioni, sono stati nei centri trasfusionali per compiere un concreto atto di solidarietà che ciascuno può compiere a costo zero e con un minimo sforzo, ma sempre con responsabilità.
Una dozzina di universitari hanno iniziato la tipizzazione per donare il sangue, come possono fare tutte le persone con un'età compresa tra i 18 e i 65 anni, in buone condizioni fisiche generali e con un peso non inferiore ai 50 chilogrammi. L'iniziativa, pensata in ricordo dei 184 piccoli martiri uccisi il 20 ottobre del 1944 dal bombardamento alleato sulla scuola elementare Francesco Crispi nel quartiere Gorla a Milano, sarà un appuntamento annuale ed è organizzata dal Grimes, il Gruppo di intervento di medicina sociale di Cpi, un'associazione di medici e infermieri volontari nata con l´obiettivo da un lato di informare e supportare i cittadini perché possano difendersi dai difetti del sistema sanitario, dall'altro di promuovere azioni concrete.

Ragazzi di CasaPound al Centro trasfusionale di Borgo Trento DIENNE
CasaPound ricorda una strage donando il sangue
Una dozzina gli universitari recatisi al centro trasfusionale
«Io ho quel che ho donato». Con questo slogan CasaPound Italia ieri mattina ha promosso, nell'anniversario della strage di Gorla, una raccolta di sangue in 25 piazze italiane. Da Aosta a Palermo, da Bolzano a Sassari, i militanti di Cpi, in collaborazione con altre associazioni, sono stati nei centri trasfusionali per compiere un concreto atto di solidarietà che ciascuno può compiere a costo zero e con un minimo sforzo, ma sempre con responsabilità.
Una dozzina di universitari hanno iniziato la tipizzazione per donare il sangue, come possono fare tutte le persone con un'età compresa tra i 18 e i 65 anni, in buone condizioni fisiche generali e con un peso non inferiore ai 50 chilogrammi. L'iniziativa, pensata in ricordo dei 184 piccoli martiri uccisi il 20 ottobre del 1944 dal bombardamento alleato sulla scuola elementare Francesco Crispi nel quartiere Gorla a Milano, sarà un appuntamento annuale ed è organizzata dal Grimes, il Gruppo di intervento di medicina sociale di Cpi, un'associazione di medici e infermieri volontari nata con l´obiettivo da un lato di informare e supportare i cittadini perché possano difendersi dai difetti del sistema sanitario, dall'altro di promuovere azioni concrete.

Ragazzi di CasaPound al Centro trasfusionale di Borgo Trento DIENNE
giovedì 20 ottobre 2011
I BLACK BLOC NON ESISTONO! (CARTELLONI AFFISSI ALL'INGRESSO DELL'UNIVERSITA' DI VERONA)
Sono l'ennesimo alibi di chi si ostina a proteggere i soliti noti (figli della sinistra come anche i collettivi veronesi Metropolis e Studiare con Lentezza).
A distruggere Roma sono stati gli stessi che:
_il 28 ottobre 2008 hanno messo a ferro e fuoco Piazza Navona contro il Blocco Studentesco
_hanno devastato Palermo e Cuneo ferendo gravemente alcuni nostri ragazzi (cercare su YouTube per credere!)
_ogni giorno, anche all’Università di Verona, cercano di ostacolare ogni nostra attività per cieco fanatismo bloccando aule e bandi studenteschi
NOI IN PIAZZA A ROMA IL 15 OTTOBRE NON C’ERAVAMO
ma la prossima volta indiremo una CONTROMANIFESTAZIONE
contro le banche, l'usura e i ladri di futuro e per difendere la nostra città.
A distruggere Roma sono stati gli stessi che:
_il 28 ottobre 2008 hanno messo a ferro e fuoco Piazza Navona contro il Blocco Studentesco
_hanno devastato Palermo e Cuneo ferendo gravemente alcuni nostri ragazzi (cercare su YouTube per credere!)
_ogni giorno, anche all’Università di Verona, cercano di ostacolare ogni nostra attività per cieco fanatismo bloccando aule e bandi studenteschi
NOI IN PIAZZA A ROMA IL 15 OTTOBRE NON C’ERAVAMO
ma la prossima volta indiremo una CONTROMANIFESTAZIONE
contro le banche, l'usura e i ladri di futuro e per difendere la nostra città.
lunedì 17 ottobre 2011
venerdì 7 ottobre 2011
PAROLE AL BANCONE: QUANDO LO STATO UCCIDE - 14 OTTOBRE

Questo Venerdì ricominciano, per il terzo anno, gl'incontri del ciclo "Parole al Bancone", presso il circolo culturale Cutty Sark di Via Poloni 30. Il primo evento sarà la presentazione del libro "Quando lo stato uccide" di Lai e Della Longa, edito dalla Castelvecchi. All'evento organizzato dalla sezione locale di CASAPOUND ITALIA sarà ospite, oltre agli autori, l'avvocato penalista Giovanni Adami e a presentare la serata il responsabile cittadino Marcello Ruffo, che commenta:"Presenteremo un libro che tocca storie di vita di persone molto differenti tra loro, (ndr. Gabriele Sandri, Stefano Cucchi, Carlo Giuliani e altri) ma accomunate da una stessa fine. Sulle loro morti sono state date varie interpretazioni. "Quando lo stato uccide" rappresenta un'analisi razionale di tutto ciò." e conclude facendo riferimento alla situazione della nostra città "Verona non è, purtroppo, estranea a questi avvenimenti. E' disastrosa e a volte letale la situazione del carcere di Montorio, che passa spesso in cronaca per raccontare le storie finite male di alcuni detenuti e proprio in questi giorni si e' tenuto il processo per il caso dell'Ultras bresciano Paolo Scaroni. In questo caso non c'e' stata la morte, ma riteniamo che è doveroso fare chiarezza e giustizia su un avvenimento che ha portato l'invalidità totale di un ragazzo e troppi segreti e manomissioni da parte di chi deve gestire la nostra sicurezza"
Iscriviti a:
Post (Atom)




















