“(IN)EQUITALIA PIGNORA ANCHE QUESTO”, oltre a numerose mutande, calzini ed altra biancheria intima anch’essa appesa intorno alle sedi con i cartelli “PIGNORATO DA EQUITALIA”. I militanti di CasaPound, inoltre, hanno distribuito un pieghevole nel quale sono stati evidenziati i motivi della protesta e le proposte di CasaPound Italia per arrestare i comportamenti scorretti perpetrati da Equitalia, che verra' distribuito a partire da sabato in tutte le regioni.
venerdì 25 febbraio 2011
(In)Equitalia, pignora anche questo!
(In)Equitalia, pignora anche questo!
ROMA, 25 Febbraio - Questa notte CasaPound Italia ha messo a segno una protesta contro Equitalia e i suoi metodi di riscossione. Davanti alle sedi del concessionario alla riscossione sono stati appesi striscioni riportanti la frase
“(IN)EQUITALIA PIGNORA ANCHE QUESTO”, oltre a numerose mutande, calzini ed altra biancheria intima anch’essa appesa intorno alle sedi con i cartelli “PIGNORATO DA EQUITALIA”. I militanti di CasaPound, inoltre, hanno distribuito un pieghevole nel quale sono stati evidenziati i motivi della protesta e le proposte di CasaPound Italia per arrestare i comportamenti scorretti perpetrati da Equitalia, che verra' distribuito a partire da sabato in tutte le regioni.
“(IN)EQUITALIA PIGNORA ANCHE QUESTO”, oltre a numerose mutande, calzini ed altra biancheria intima anch’essa appesa intorno alle sedi con i cartelli “PIGNORATO DA EQUITALIA”. I militanti di CasaPound, inoltre, hanno distribuito un pieghevole nel quale sono stati evidenziati i motivi della protesta e le proposte di CasaPound Italia per arrestare i comportamenti scorretti perpetrati da Equitalia, che verra' distribuito a partire da sabato in tutte le regioni.
mercoledì 23 febbraio 2011
SE MI TOGLI LA CASA E' COME SE MI TOGLIESSI IL CUORE..
MERCOLEDI 2 MARZO 2011 ORE 21:00
CUTTY SARK ZERO45 VIA POLONI 30 VERONA
PROIEZIONE DEL FILM SHOCK SUI SISTEMI DI PIGNORAMENTO IN UN FUTURO NON LONTANO
TRAMA:
Grazie agli enormi progressi tecnologici, nel futuro sarà possibile sostituire gli organi vitali mal funzionanti con organi artificiali. C'è una sola casa produttrice che naturalmente si fa pagare profumatamente dai suoi clienti, e quando questi non pagano sguinzaglia i suoi recuperatori di organi che, senza nessuna pietà, si riprendono l'organo, lasciando alla propria sorte i malcapitati debitori. Remy è il migliore fra tutti i recuperatori, ma quando durante il servizio un incidente lo costringe ad un trapianto di cuore, si ritroverà catapultato dall'altra parte della barricata...
martedì 8 febbraio 2011
10 FEBBRAIO IO NON SCORDO
La mattina di Giovedi (10 Febbraio appunto) andremo in universita (chiostro san francesco) all'inaugurazione della nuova targa di commeorazione. appuntamento alle 9 puntuali al CUTTY SARK IN VIA POLONI per andare insieme.
La sera ci recheremo a Padova per la Fiaccolata unitaria. appuntamento alle 17 sempre al Cutty Sark per aggiungervi alle macchine che andranno. La sera, dopo la manifestazione, si terrà, sempre a padova, un concerto in acustico della COMPAGNIA DELL'ANELLO.
OLTRE QUESTO VI RICORDIAMO DI ADERIRE ALLA MANIFESTAZIONE VIRTUALE. PER IL 4° ANNO CONSECUTIVO SI TERRA QUESTA MOBILITAZIONE. CAMBIATE L'IMMAGINE DEL VOSTRO PROFILO METTENDO QUESTA E INSERITELA IN TUTTI I BLOG E SITI DI COMPETENZA.
Confidando nella vostra partecipazione vi ricordiamo che e' attraverso la nostra lotta d'informazione che permetteremo che LA VERITA' NON SIA INFOIBATA!
Eja!
giovedì 13 gennaio 2011
ULTIMO NUMERO DI MICROGRAMMA
Tratto da www.casapounditalia.org sezione territorio - Veneto
Microgr
.
gli altri numeri di MICROGRAMMA si possono scaricare dall'archivio
giovedì 23 dicembre 2010
CEDERE AL RICATTO E ALLA PREPOTENZA
IL RETTORE MAZZUCCO CONCEDE UNA CONFERENZA STAMPA IN RETTORATO AI COLLETTIVI.
ANCORA UNA VOLTA RAPPRESENTANZE ELETTE VENGONO IGNORATE
Ieri da mezzogiorno fino alle 2 di notte i soliti sedicenti “studenti verona” hanno occupato palazzo Giuliari, sede del rettorato. Scopo dell’occupazione la richiesta di un assemblea generale d’Ateneo già richiesta precedente tramite la raccolta di 2300 firme. Successivamente alla raccolta delle 2300 firme, Blocco Studentesco e Azione Universitaria, occupano il rettorato il 7 Dicembre per richiedere l’assemblea tramite la raccolta di tutte le firme dei rappresentanti eletti all’interno dell’Ateneo. Nisba (per ora). L’assemblea non viene concessa nemmeno in questo caso. Tuttavia, questo pomeriggio, dopo l’occupazione di ieri del rettorato durata 14 ore, il rettore concede una conferenza stampa in sala degli specchi a Palazzo Giuliari. Concedendo questa conferenza stampa all’interno del rettorato, il Magnifico, non solo concede spazi esclusivamente quando viene messo alle strette dalla prepotenza, ma toglie spazio a tutte le rappresentanze regolarmente elette all’interno dell’Ateneo. Siamo in democrazia, ci sono delle regole, allora vediamo di giocare secondo le regole di questo gioco. Se non viene concessa l’assemblea dopo la raccolta di firme da parte delle rappresentanze elette, a cosa servono le rappresentanze?
Così facendo Mazzucco toglie la parola agli studenti ignorando la loro voce che si deve esprimere attraverso i rappresentanti degli studenti. Se non ci riprendiamo il diritto di parola come rappresentanze elette, a difesa e a salvaguardia dell’università e degli studenti, a mano a mano le liste e gli studenti eletti all’interno dei vari consigli, non solo perderanno questo diritto(che già risulta essere minimo), ma scompariranno lasciando così l’università in mano ai Baroni e ai privati.
Battiamoci insieme per un’università degli studenti e per gli studenti, dove lo studente ritorna al centro del processo educativo e ha quindi voce in capitolo su tutte le questioni riguardanti l’università!
GIOVINEZZA AL POTERE!
martedì 21 dicembre 2010
ANTIFA BLA BLA BLA
Ecco l'ennesima menzogna antifascista che si scioglie come neve al sole.
LE BOTTE AI COMPAGNI DECISE IN ASSEMBLEA
Riunione: il servizio d'ordine autorizzato a picchiare chi non rispettava le direttive. La "cascata" era stata decisa in assemblea la sera prima.
Picchiatore fascista. Infiltrato. Si è detto e letto di tutto sul ragazzo con il casco che picchia il quindicenne davanti a via degli Astalli. Invece è un «disobbediente» di Casarin e il pestaggio deciso il giorno prima a La Sapienza. Per un giorno intero è rimbalzata la notizia che fosse un giovane di Casa Pound, quindi un picchiatore fascista e infiltrato. Il braccio alzato che indicava la sua vittima era diventato il saluto romano. Ma la verità viene a galla. È un ragazzo del servizio d'ordine. Appartiene ai «Disobbedienti» di mala memoria. Non è un caso che lì a pochi passi ci sia Francesco Caruso, leader delle «tute bianche» oggi passate ai caschi e felpe nere, che soccorrerà il ferito. Sono gli stessi manifestanti che hanno partecipato al corteo che avvertono: è un «compagno» sempre presente alle manifestazioni. Per alcuni è «romano» per altri del Nord Est del «gruppo di Casarini». Il web viene riempito da video dove compare lo stesso «colpitore di casco» mentre allontana altri manifestanti da un blindato dei carabinieri. «Mantenva l'ordine». Soprattutto faceva rispettare le direttive decise la sera prima in un'assemblea a La Sapienza. A rivelare tutto un «compagno» che posta la verità sul forum di informazione alternativa che da quattro giorni ospita commenti sulla vicenda.
«La "cascata" era stata decisa in assemblea la sera prima - si legge nel post - Il fatto è gravissimo perché preventivato nell'assemblea tecnica a La Sapienza». In questa riunione, secondo quanto si legge nel forum, venne comunicato ai presenti «che chiunque non avesse rispettato le decisioni sarebbe stato riempito di botte». Così si scopre che durante quell'assemblea nel più grande ateneo di Roma, fu decisa la strategia da attuare il giorno dopo durante il corteo. Le decisioni dell'assemblea «tecnica» prese dai «comunicatori» prevedevano che andava evitato «lancio di frutta, uova, palloncini colorati, all'ingresso nella zona rossa vicino Montecitorio ma anche contro le banche e le telecamere. I book block (gli scudi che raffigurano libri, ndr) davanti a protezione degli altri dietro, corteo che terminerà a piazza del Popolo con un'assemblea pubblica (quindi senza tentativi ulteriori di avvicinamento a Camera e Senato) e nuovo corteo dal Muro Torto. E se la polizia attacca? «Resistiamo» la risposta dei «comunicatori», come non è stato dato sapere visto che nessuno avrebbe dovuto avere, diciamo così, materiali atti alla difesa della propria incolumità personale (servizio d'ordine a parte, dotato di soli caschi e libri-scudo)».
Decisioni non rispettate. Ma la «verità» rivelata con tanto di «auguri di pronta guarigione al ragazzo e un pensiero ai suoi cari» scatena i frequentatori del web. Pochi i «Taci» molti i commenti che squarciano il velo su una realtà violenta che serpeggia in questo nuovo movimento. «Niente di nuovo sul fronte romano», scrive John Doe. «Sono anni che le ormai defunte Tute Bianche pretendono di egemonizzare piazze e assemblee con metodi che definire squadristi è poco. Frasi del tipo "Chi non fa così, viene gonfiato" o i cosidetti "compagni", che quando dissenti dalle loro posizioni, ti fanno il gesto della P38 in assemblea, non sono una novità nella Capitale». Ci sono anche i pentiti come «47 morto che parla». «Anch'io ero a quella "punta tecnica", quando è stato detto pubblicamente che si sarebbe dovuto menare chi sgarrava, non ho detto nulla, non credevo che avrebbero veramente pestato qualcuno, non mi sono reso conto della gravità di quelle parole... Mi sento una merda. Non farò due volte lo stesso errore». E quanto è accaduto, il ferimento di Cristiano C., sembra aver posto le premesse per un regolamento dei conti. Ieri sera «block» avvisa «Arriverderci al 22... Chiudiamo il conto con le "guardie bianche"».
LE BOTTE AI COMPAGNI DECISE IN ASSEMBLEA
Riunione: il servizio d'ordine autorizzato a picchiare chi non rispettava le direttive. La "cascata" era stata decisa in assemblea la sera prima.
Picchiatore fascista. Infiltrato. Si è detto e letto di tutto sul ragazzo con il casco che picchia il quindicenne davanti a via degli Astalli. Invece è un «disobbediente» di Casarin e il pestaggio deciso il giorno prima a La Sapienza. Per un giorno intero è rimbalzata la notizia che fosse un giovane di Casa Pound, quindi un picchiatore fascista e infiltrato. Il braccio alzato che indicava la sua vittima era diventato il saluto romano. Ma la verità viene a galla. È un ragazzo del servizio d'ordine. Appartiene ai «Disobbedienti» di mala memoria. Non è un caso che lì a pochi passi ci sia Francesco Caruso, leader delle «tute bianche» oggi passate ai caschi e felpe nere, che soccorrerà il ferito. Sono gli stessi manifestanti che hanno partecipato al corteo che avvertono: è un «compagno» sempre presente alle manifestazioni. Per alcuni è «romano» per altri del Nord Est del «gruppo di Casarini». Il web viene riempito da video dove compare lo stesso «colpitore di casco» mentre allontana altri manifestanti da un blindato dei carabinieri. «Mantenva l'ordine». Soprattutto faceva rispettare le direttive decise la sera prima in un'assemblea a La Sapienza. A rivelare tutto un «compagno» che posta la verità sul forum di informazione alternativa che da quattro giorni ospita commenti sulla vicenda.
«La "cascata" era stata decisa in assemblea la sera prima - si legge nel post - Il fatto è gravissimo perché preventivato nell'assemblea tecnica a La Sapienza». In questa riunione, secondo quanto si legge nel forum, venne comunicato ai presenti «che chiunque non avesse rispettato le decisioni sarebbe stato riempito di botte». Così si scopre che durante quell'assemblea nel più grande ateneo di Roma, fu decisa la strategia da attuare il giorno dopo durante il corteo. Le decisioni dell'assemblea «tecnica» prese dai «comunicatori» prevedevano che andava evitato «lancio di frutta, uova, palloncini colorati, all'ingresso nella zona rossa vicino Montecitorio ma anche contro le banche e le telecamere. I book block (gli scudi che raffigurano libri, ndr) davanti a protezione degli altri dietro, corteo che terminerà a piazza del Popolo con un'assemblea pubblica (quindi senza tentativi ulteriori di avvicinamento a Camera e Senato) e nuovo corteo dal Muro Torto. E se la polizia attacca? «Resistiamo» la risposta dei «comunicatori», come non è stato dato sapere visto che nessuno avrebbe dovuto avere, diciamo così, materiali atti alla difesa della propria incolumità personale (servizio d'ordine a parte, dotato di soli caschi e libri-scudo)».
Decisioni non rispettate. Ma la «verità» rivelata con tanto di «auguri di pronta guarigione al ragazzo e un pensiero ai suoi cari» scatena i frequentatori del web. Pochi i «Taci» molti i commenti che squarciano il velo su una realtà violenta che serpeggia in questo nuovo movimento. «Niente di nuovo sul fronte romano», scrive John Doe. «Sono anni che le ormai defunte Tute Bianche pretendono di egemonizzare piazze e assemblee con metodi che definire squadristi è poco. Frasi del tipo "Chi non fa così, viene gonfiato" o i cosidetti "compagni", che quando dissenti dalle loro posizioni, ti fanno il gesto della P38 in assemblea, non sono una novità nella Capitale». Ci sono anche i pentiti come «47 morto che parla». «Anch'io ero a quella "punta tecnica", quando è stato detto pubblicamente che si sarebbe dovuto menare chi sgarrava, non ho detto nulla, non credevo che avrebbero veramente pestato qualcuno, non mi sono reso conto della gravità di quelle parole... Mi sento una merda. Non farò due volte lo stesso errore». E quanto è accaduto, il ferimento di Cristiano C., sembra aver posto le premesse per un regolamento dei conti. Ieri sera «block» avvisa «Arriverderci al 22... Chiudiamo il conto con le "guardie bianche"».
domenica 12 dicembre 2010
Roma: Blocco Studentesco, centinaia di motorini in corteo contro Riforma Gelmini
LA BELLEZZA E' NELL'AZIONE!
DA PRENDERE AD ESEMPIO!
«Blitz a ministero Economia, Istruzione e Senato contro tagli e privatizzazioni».
Roma, 10 dicembre – Centinaia di motorini in corteo hanno sfilato questa mattina per le strade di Roma per difendere l’istruzione pubblica da tagli e privatizzazioni. La «motorinata» promossa dal Blocco Studentesco e dai coordinamenti degli studenti di Roma nord, Eur e quarto municipio, è partita da piazza della Repubblica per raggiungere prima il ministero dell’Economia in via XX settembre, poi il Senato e infine il ministero dell’Istruzione in viale Trastevere. «Si è trattato di un’originale forma di protesta assolutamente pacifica e divertente – spiega Guelfo Bartalucci, responsabile romano del Blocco Studentesco –. Abbiamo raggiunto i luoghi che più rappresentano il difficile momento che sta vivendo l’istruzione pubblica, realizzando delle brevi assemblee in cui abbiamo ribadito il nostro no alla Riforma Gelmini e ai tagli realizzati dal governo».
DA PRENDERE AD ESEMPIO!
«Blitz a ministero Economia, Istruzione e Senato contro tagli e privatizzazioni».
Roma, 10 dicembre – Centinaia di motorini in corteo hanno sfilato questa mattina per le strade di Roma per difendere l’istruzione pubblica da tagli e privatizzazioni. La «motorinata» promossa dal Blocco Studentesco e dai coordinamenti degli studenti di Roma nord, Eur e quarto municipio, è partita da piazza della Repubblica per raggiungere prima il ministero dell’Economia in via XX settembre, poi il Senato e infine il ministero dell’Istruzione in viale Trastevere. «Si è trattato di un’originale forma di protesta assolutamente pacifica e divertente – spiega Guelfo Bartalucci, responsabile romano del Blocco Studentesco –. Abbiamo raggiunto i luoghi che più rappresentano il difficile momento che sta vivendo l’istruzione pubblica, realizzando delle brevi assemblee in cui abbiamo ribadito il nostro no alla Riforma Gelmini e ai tagli realizzati dal governo».
sabato 11 dicembre 2010
'Motorinata' degli studenti in centinaia con i tricolori
Dal sito di Repubblica
ROMA: Stamattina 'motorinata' degli studenti medi vicini al Blocco studentesco. Almeno tre-quattrocento ragazzi a bordo dei loro scooter stanno attraversando le vie della Capitale strombazzando.
Gli studenti, in due su ogni motorino, sono partiti da largo Pugliese, a Montesacro, ponte Milvio e dall'Eur alle 9.30. Poi si sono ritrovati a piazza della Repubblica. Un corteo chiassoso e colorato dalle bandiere tricolore che sventola da ogni dueruote e dai fumogeni rossi e verdi.
Prima tappa il ministero dell'Economia, dove i ragazzi hanno scandito il classico slogan contro i tagli alla finanziaria "noi la crisi non la paghiamo". Poi il corteo ha percorso via Cavour, via dei Fori Imperiali, Circo Massimo, seconda tappa palazzo Grazioli. Ma un cordone di polizia li ha fermati in piazza Venezia.
Il corteo poi si è diretto verso il Senato, qui è stato srotolato uno striscione e sono stati scanditi slogan. Quindi di nuovo tutti in sella passando per via della Conciliazione, davanti San Pietro, fino a Trastevere, sotto le finestre del ministero dell'Istruzione. Anche qui striscioni, fumogeni e slogan contro la Gelmini.
(10 dicembre 2010)
FOTO
Gli studenti, in due su ogni motorino, sono partiti da largo Pugliese, a Montesacro, ponte Milvio e dall'Eur alle 9.30. Poi si sono ritrovati a piazza della Repubblica. Un corteo chiassoso e colorato dalle bandiere tricolore che sventola da ogni dueruote e dai fumogeni rossi e verdi.
Prima tappa il ministero dell'Economia, dove i ragazzi hanno scandito il classico slogan contro i tagli alla finanziaria "noi la crisi non la paghiamo". Poi il corteo ha percorso via Cavour, via dei Fori Imperiali, Circo Massimo, seconda tappa palazzo Grazioli. Ma un cordone di polizia li ha fermati in piazza Venezia.
Il corteo poi si è diretto verso il Senato, qui è stato srotolato uno striscione e sono stati scanditi slogan. Quindi di nuovo tutti in sella passando per via della Conciliazione, davanti San Pietro, fino a Trastevere, sotto le finestre del ministero dell'Istruzione. Anche qui striscioni, fumogeni e slogan contro la Gelmini.
(10 dicembre 2010)
FOTO
venerdì 10 dicembre 2010
[MILANO] NO AI TAGLI
NON TAGLIATECI IL FUTURO. BLOCCO STUDENTESCO DICE NO AI TAGLI DELLA RIFORMA
Oggi alle ore 15 e 30 Blocco Studentesco Milano ha simbolicamente occupato la statua di Vittorio
Prendere posizione, per noi, implica responsabilità. La nostra contestazione è responsabile perché non presta il fianco a giochi di potere che poco hanno a che fare con la cultura: scuola università e ricerca vanno difese perché da esse dipende il nostro futuro. La nostra posizione in merito alla Riforma Gelmini è responsabile perché la nostra contestazione non si basa su pregiudizi faziosi. Ci battiamo, infatti, contro quella sua componente che prevede il ridimensionamento dell'importanza dell'istruzione e della ricerca: l'ingresso del 40% di fondazioni private nei consigli di amministrazione universitari, la precarizzazione dei ricercatori per puri motivi di bilancio, il taglio al Fondo di finanziamento ordinario di 1,5 mld di euro e i 6 miliardi di euro di tagli previsti in tre anni alla scuola superiore, oltre che al raddoppiamento dei fondi destinati alle scuole private. Lo facciamo perché ci rendiamo conto che i primi a trarne svantaggio siamo noi studenti, ma le conseguenze ricadranno su tutti gli italiani. Per questo è importante mobilitarsi. Per protestare in difesa dei nostri diritti affermando che siamo noi il futuro di questo paese e perciò ne siamo responsabili.
Blocco Studentesco Milano
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